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Nella sua biografia dedicata a Jane Austen, la scrittrice tedesca Elsemarie Maletzke scrisse: “Se Jane Austen fosse stata una dama compita e tranquilla, nessuno oggi leggerebbe i suoi libri.”
      Non c’è dubbio sul fatto che abbia ragione, nessuno compra i libri di Jane Austen per ricavarne insegnamenti morali o etici. Ma perché allora, dopo quasi duecento anni dalla loro pubblicazione, si continuano a leggere i romanzi di Jane Austen? Per rispondere a questa domanda sono stati scritti centinaia di libri, articoli, rubriche, blog e pagine Internet ed ogni volta sono state fornite risposte differenti. Jane Austen è stata analizzata sotto ogni possibile punto di vista -in rapporto al crimine, all’Illuminismo, a Sigmund Freud, all’autismo, per citarne solo alcuni.
      L’unica cosa certa quando si parla di Jane Austen è che oggi, a quasi due secoli di distanza dalla pubblicazione del suo primo romanzo, è più popolare che mai. A prova di questo fatto ci sono le decine di film e serie TV ispirati ai suoi romanzi ed il numero quasi infinito di sequel dei suoi capolavori. Esiste una moderna Elizabeth Bennet un po’ in soprappeso che non riesce a smettere di fumare, un’altra che abita a Boca e che ha circa settant’anni, c’è una Jane Austen investigatrice dilettante innamorata di un lord inglese ed una Anne Elliot che lavora come insegnante a New York. È stato scritto un romanzo su una ragazza americana che, addormentatasi leggendo “Orgoglio e Pregiudizio”, si risveglia nell’Inghilterra Regency ed esiste addirittura una guida per appuntamenti ispirata al comportamento delle sue eroine.
      Sembra quasi incredibile che una semplice ragazza di campagna sia riuscita a scrivere sei capolavori capaci ancora oggi di incatenare i lettori alla poltrona e di creare con una vivida accuratezza personaggi ancora freschi e moderni. Il signor Collins e Lady Catherine De Bourgh, per esempio, con la loro pomposa stupidità di cui sono deliziosamente inconsapevoli, sono figure così universali che costituiscono nel loro genere un vero capolavoro.
      Jane Austen non confinava questa sua straordinaria ironia solo al mondo dei suoi romanzi. Era capace di burlarsi di amici e famigliari e soprattutto di sé stessa, del suo ruolo in società e persino dell’età che avanzava. In una lettera a sua sorella Cassandra, scrisse:
      “Più il tempo passa, più mi rendo conto di dover dire addio alla gioventù e trovo molte consolazioni nella condizione di chaperon perché posso sedere sul divano, vicino al fuoco e bere tanto vino quanto ne desidero.”
      Nemmeno Cassandra, la sua amata sorella, la persona che le fu più vicina nei suoi quarantadue anni di vita, venne risparmiata. In una lettera del 1799, Jane scrisse:
      “Hai espresso talmente poca ansietà sulla possibilità che venissi uccisa ad Ash Park Corpse dal servitore della signora Hulbert che ho una mezza intenzione di di non dirti se questo evento si è verificato…”
      E ancora:
      “Siamo state molto impegnate dalla tua partenza. In primo luogo abbiamo dovuto gioire due volte al giorno quando abbiamo ricevuto la notizia che il tempo è stato mite durante tutto il tuo viaggio…”
      Sulla nascita del secondo figlio di suo fratello Francis scrisse:
      “Mi rallegro della nascita del nuovo nipote, e spero che se mai dovesse essere impiccato, tale evento non si verifichi fino a quando saremo troppo vecchie per curarcene.”
      E naturalmente non potevano sfuggire ad un commento salace i suoi vicini:
      “Il signor Harvey si sta per sposare; ma, poiché è un segreto e solo la metà del vicinato ne è informata, non ne devi parlare con nessuno.”
      Forse l’unica persona di cui riuscì a ridere è proprio la sua eroina più famosa, Elizabeth Bennet, di cui, in una lettera a Cassandra, scrisse:
      “Devo confessare di trovarla la creatura più deliziosa mai apparsa in un libro e come sarò in grado di tollerare coloro a cui non piacerà, non lo so proprio.”
      Logo grafico di web-link      Ma chi era in realtà Jane Austen? Di lei si sa che nacque a Steventon nell’Hampshire, il 16 dicembre 1775 dal pastore del luogo George Austen e da Cassandra Leigh e che fu la settimogenita di sei maschi e due femmine. George e Cassandra si incontrarono a Oxford, dove il reverendo studiava e dove Cassandra era in visita presso lo zio, il dottor Theophilus Leigh, Master of Balliol Collge. Sembra che Cassandra assomigliasse molto alle sue figlie e fosse ironica e acuta mentre il reverendo Austen era molto più calmo e silenzioso. Seguì Cassandra a Bath per continuare a corteggiarla e per poi sposarla nella chiesa di St. Swithin’s il 26 aprile 1764.
      Com’era costume dell’epoca, Jane trascorse i primi anni della sua infanzia lontano da casa, presso una balia e tornò al presbiterio solo all’età di due anni.
      George Austen, reverendo della Chiesa Anglicana, fu un uomo intelligente e colto che si occupò dell’educazione letteraria dei suoi figli. Amava molto la letteratura, infatti, e possedeva una biblioteca di 500 volumi, una cifra enorme per l’epoca. Insegnò a Jane il francese e le basi della lingua italiana mentre a scuola Jane imparò a disegnare, a suonare il piano e prese lezioni di danza. Il ballo, insieme alla scrittura e al piano, costiturono sempre le sue attività preferite.
      Jane Austen, al contrario dei suoi fratelli, frequentò delle scuole private. All’età di sette anni fu mandata in un istituto per signorine insieme a Cassandra e alla cugina Jane Cooper. La signora Austen si decise ad allontanarla da casa solo per non separarla da Cassandra a cui Jane era molto affezionata. La scuola si trovava a Southampton dove alcune truppe appena tornate dall’estero diffusero una forma di febbre che provocò numerose vittime. Anche Jane, Cassandra e Jane Cooper si ammalarono. Per fortuna si ripresero ma una zia che era venuta a ritirare le ragazze dalla scuola, si ammalò e morì.
      Successivamente Jane e Cassandra vennero mandate in un’altra scuola privata chiamata Abbey School e diretta da Sarah Hackitt, una donna con una gamba di legno che si faceva chiamare Madame La Tournelle. Sembra che Jane Austen si sia ispirata proprio alla Abbey School per descrivere la scuola della signora Goddard frequentata da Harrier Smith in “Emma” .
      A partire dal 1787 cominciò a scrivere i suoi “Juvenilia”, cioè raccolte di parodie, abbozzi di romanzi e poesie dal tono spesso umoristico, ispirati alla letteratura dell’epoca e spesso dedicati a parenti e amici. I “Juvenilia” sono costituiti in totale da tre volumi: il primo scritto tra il 1787 e il 1790, il secondo tra il 1790 e il 1792, il terzo tra il 1792 e il 1793. A questa raccolta appartengono anche “First Impression” che venne poi rielaborato e pubblicato con il titolo di “Orgoglio e Pregiudizio” e “Elinor e Marianne” che si trasformò in “Senno e Sensibilità”.
      Già nei “Juvenilia” è possibile trovare in abbondanza quell’umorismo per cui Jane Austen sarà famosa. “In Jack and Alice”, per esempio, troviamo passaggi del tipo:
      “La forma perfetta, il bel viso e le eleganti maniere di Lucy vinsero immediatamente l’affetto di Alice, e quando si separarono, cosa che avvenne solo dopo cena, Alice le assicurò che eccetto suo padre, suo fratello, i suoi zii, zie, cugini ed altri parenti, Lady Williams, Charles Adams e qualche altra dozzina di amici speciali, le voleva più bene che a qualsiasi altra persona sulla terra. Un’affermazione tanto lusinghiera avrebbe giustamente dato molto piacere all’oggetto di tale affetto, se non fosse per il fatto che Alice aveva consumato un po’ troppo liberamente il chiaretto di lady Williams.”
      La gioventù di Jane Austen trascorse tra balli, viaggi per l’Inghilterra e visite a Londra oltre che tra lettura e scrittura.
      Sembra che da giovane fosse una ragazza piuttosto carina a dispetto dell’unico ritratto che abbiamo di lei fatto dalla sorella Cassandra e che certamente non le rende giustizia. Esiste solo un altro ritratto, ugualmente dipinto da Cassandra, dove però è di schiena. Quello più diffuso, dove Jane guarda un punto alla sua destra tenendo sollevato il braccio sinistro, fu commissionato da suo nipote, James-Edward Austen, durante il periodo vittoriano e non ha niente a che fare con la vera immagine della scrittrice. Chi la conosceva, comunque, la descrive come una persona attraente, alta e slanciata, dal passo leggero e fermo, piena di energia e di salute. La nipote Caroline Austen dice che era bruna, aveva i capelli ondulati disposti intorno al viso rotondo, dalla carnagione chiara e dalle guance molto rosse, bocca e naso piccoli e regolari e grandi occhi color nocciola. Sulla giovane Jane Austen è arrivata fino a noi la famosa affermazione di una certa signora Mitford che la descrive come la “farfalla in cerca di marito più carina, sciocca e affettata che avesse mai conosciuto.” Davvero un commento poco accurato su una giovane che all’età di ventun’anni aveva già scritto “Orgoglio e Pregiudizio” .
      A vent’anni Jane Austen si innamorò di Thomas Lefroy (1776-1869), un giovane “signorile, bello e piacevole”.
      Thomas era nipote di George Lefroy e di Anna, una donna colta e intelligente che soleva scrivere poesie e che incoraggiò Jane Austen nella scrittura.
      Tom però aveva anche dieci fratelli e sorelle a cui badare. Studiò legge al Trinity College dove si laureò con la votazione più alta dell’intera classe e successivamente si trasferì a Londra. Fu proprio durante una vacanza che si recò in visita a Steventon e conobbe gli Austen.
      Di lui, Jane scrive a Cassandra:
      “Mi hai rimproverata così tanto nella tua bella lettera che ho quasi paura di raccontarti di come io e il mio amico irlandese ci siamo comportati. Immagina tutto ciò che è sconvolgente nella danza e nel sedere insieme.”
      Scrisse anche che Tom Lefroy era una persona molto timida e che gli amici lo prendevano in giro per la loro amicizia. A questi due fattori attribuiva la scarsità dei loro incontri.
Logo grafico di web-link       Eppure, proprio dopo aver scritto queste parole, Tom si recò a Steventon insieme a suo cugino George. Nella stessa lettera, Jane Austen scrive:
      “Tom ha solo un difetto, che il tempo curerà. Si tratta del suo mantello per la mattina che è veramente troppo leggero. È un grande ammiratore di Tom Jones e così indossa sempre gli stessi abiti colorati che Tom aveva quando fu ferito.”
     Quello che accadde tra Jane Austen e Tom Lefroy rimane per ora solo oggetto di speculazione. Cassandra distrusse la maggior parte delle lettere di quel periodo e nell’unica che rimane Jane scrive frasi contrastanti. Dichiara, per esempio, che si aspetta di ricevere un’offerta dal suo amico nel corso della sera ma che lo rifiuterà se non prometterà di liberarsi del suo cappotto, che si confinerà in futuro al signor Tom Lefroy ma che non le importa nulla di lui.
      La storia si concluse con la partenza di Tom. Alla fedele Cassandra, Jane scrisse:
      “Alla fine il giorno in cui discorrerò per l’ultima volta con Tom Lefroy è arrivato e quando riceverai questa lettera sarà tutto finito. Le mie lacrime scorrono mentre scrivo, a questa malinconica idea”
      Tom tornò a Steventon tre anni dopo ma madame Lefroy non gli permise di vedere Jane. In occasione di una visita di Anna al vicariato, Jane scrisse a Cassandra:
      “Di suo nipote non ha detto nulla... Non ha fatto nemmeno una volta il suo nome davanti a me, ed io ero troppo orgogliosa per chiedere; alla domanda di mio padre, però, spiegò che era a Londra e stava per tornare in Irlanda dove sarebbe entrato nella professione legale”
     Caroline Austen era convinta che Anne Lefroy fosse la responsabile di questa separazione, opinione condivisa dal nipote di Jane Austen, James Edward Austen-Leigh e dai suoi biografi Halperin e Tomalin ma non ci sono elementi per stabilire la fondatezza di questa ipotesi. L’unica cosa certa è che l’anno successivo la signora Lefroy presentò a Jane il reverendo Samuel Blackall nella speranza che la conoscenza avrebbe portato ad un matrimonio ma Jane non era interessata.
     Tom Lefroy abbandonò Steventon, riprese la sua vita e tre anni dopo sposò l’ereditiera Mary Paul. La sua carriera fu brillante sia grazie alla sua estrema intelligenza che all’aiuto dello zio, un ricco banchiere che aveva guadagnato una fortuna in Italia. Molti anni più tardi, dopo esser diventato Chief Justice of the Court of Queen’s Bench, disse ad un nipote di aver avuto un “amore giovanile” per Jane Austen. Quando venne a sapere della sua morte, andò in Inghilterra per porgerle i suoi rispetti. Inoltre acquistò in un’asta una lettera di rifiuto che Jane aveva ricevuto per “Orgoglio e Pregiudizio”.
      In quegli stessi anni, colpito dall’eccezionale qualità delle opere di sua figlia, il reverendo Austen propose ad un editore “First Impression” prima versione di “Orgoglio e Pregiudizio” ma l’editore si rifiutò di prenderlo in considerazione e lo restituì senza averlo nemmeno letto.
      Nel 1800 George Austen si ritirò dal lavoro, lasciando la direzione della parrocchia al figlio maggiore James e si trasferì insieme alla famiglia a Bath. Anche se in tutti i romanzi non manca mai una visita a Bath, è opinione diffusa che Jane letteralmente odiasse questa città forse perché lontana da Steventon e dalle amicizie di sempre. Si dice che quando ebbe la notizia del trasferimento addirittura svenne.
      In una lettera a Cassandra, descrisse Bath come un luogo “di vapore, ombra, fumo e confusione”. E in un’altra scrisse: “Non riesco a trovare le persone gradevoli” . Molti attribuiscono proprio ad una leggera depressione dovuta al trasferimento, la sua scarsa produttività letteraria. È certo che Jane sentisse la mancanza della campagna, della sua casa e della sua camera che divideva con Cassandra, una stanza che sappiamo conteneva due finestre, un camino ed un tappeto marrone e che doveva essere molto confortevole.
      Negli anni che trascorse a Bath, Jane conobbe e si innamorò di un uomo la cui identità è tutt’oggi un mistero. L’incontro avvenne a Lyme ma purtroppo l’anno successivo, si venne a sapere che il corteggiatore era morto. Tutte le lettere scritte in quel periodo sono state distrutte da Cassandra e così non si è potuta stabilire la sua identità. L’unica cosa che si sa è che si trattava di un vicario e che secondo Cassandra era intelligente e affascinante, che era innamorato di Jane e che lei lo ricambiava.
      L’anno successivo, Jane Austen ricevette probabilmente la sua unica proposta di matrimonio. Era ospite insieme a Cassandra a Manydown, vicino a Steventon, della famiglia Bigg quando Harris Bigg-Whiter chiese la sua mano. Sebbene non lo amasse, decise di accettarlo. Si trattava di un ottimo partito che avrebbe garantito sia a lei che alla sua famiglia la tranquillità economica che mancò loro per tutta la vita. Harris era però di aspetto insignificante, balbettava, era spesso aggressivo quando parlava ed era completamente privo di tatto. La mattina dopo Jane ebbe un improvviso ripensamento e lei e la sorella decisero di farsi portare in fretta e furia a Steventon. Anche questa volta Cassandra distrusse tutte le lettere fra lei e la sorella in cui si faceva riferimento a questo episodio.
      Nel 1803 Jane Austen vendette “Susan”, primo titolo di “Northanger Abbey”. Ne ricavò 10 sterline ma l’editore non lo pubblicò come le aveva promesso e il libro fu dato alle stampe solo 14 anni più tardi, come opera postuma, insieme a “Persuasione”.
      Sempre in questi anni scrisse “I Watson”, opera che non concluse mai. Cassandra racconta che la storia avrebbe dovuto essere incentrata sulla morte del padre della protagonista, Emma Watson. Nel 1805, la morte di George Austen deve aver spinto Jane a metter per sempre da parte quel romanzo.
      Un’altra conseguenza della scomparsa del reverendo Austen fu una notevole riduzione delle entrate di famiglia. Per il resto della sua vita, Jane fu dipendente dall’aiuto dei suoi fratelli e da una piccola somma di denaro lasciata a Cassandra dal suo fidanzato che arrivavano a stento a fornire una somma annua di 450 sterline.
      Nel 1806 si trasferì con la famiglia a Southampton nella casa del fratello Francis e di sua moglie. Insieme a loro abitavano anche Cassandra, la signora Austen e Martha Lloyd, una vecchia amica d’infanzia.
Nell’ottobre del 1808, Elizabeth, la moglie di Edward morì improvvisamente all’età di trentacinque anni dopo aver partorito l’undicesimo figlio. Jane si prese cura di George ed Edward, i due figli maggiori dimostrando grande abilità con i bambini.
      In quel periodo Edward decise di donare un piccolo cottage a sua madre e alle sue sorelle. Si trovava a Chawton, nell’Hampshire e fu proprio in questo piccolo villaggio non lontano da dove era cresciuta che Jane Austen trovò il luogo adatto per scrivere. In pochi anni portò a termine “Mansfield Park”, “Emma”, “Persuasione” e cominciò “Sanditon”. Logo grafico di web-link
In realtà le condizioni di lavoro non erano ideali. Mentre a Steventon lei e Cassandra avevano uno spogliatoio tutto per loro adiacente alla camera da letto, a Chawton dovette scrivere gran parte delle sue opere nel soggiorno, interrotta o distratta dal chiasso dei nipoti, dalla presenza dei domestici o dei visitatori. Suo nipote James Edward racconta della famosa porta cigolante che Jane Austen pregò non fosse sistemata, perché l’avvertiva dell’arrivo di visitatori e le dava il tempo di nascondere il suo manoscritto prima che entrassero nella stanza. Tuttavia, la felicità di esser tornata nell’Hampshire era evidentemente tale da consentirle di scrivere senza curarsi dei rumori di sottofondo.
      Jane condusse una vita tranquilla a Chawton. Si svegliava presto la mattina e si esercitava al piano per un’ora, poi preparava la colazione perché questo era uno dei pochi compiti in casa che le erano stati assegnati. Era anche responsabile delle scorte di vino, tè e zucchero mentre Martha si occupava della cucina come dimostra il suo libro di ricette che è sopravvissuto fino ad oggi.
      Nel 1810 Jane, perse le speranze di vedere pubblicato “Northanger Abbey”, presentò ad un editore “Senno e Sensibilità” che fu accettato alla fine dell’anno. Apparve però in forma anonima, firmato semplicemente: una Lady. All’inizio solo i parenti più stretti sapevano che ne era l’autrice tanto che quando Anna si trovò davanti una copia di “Senno e Sensibilità”, la allontanò esclamando: “Oh, deve essere veramente una sciocchezza, a giudicare dal titolo.” Comunque Jane Austen ricevette delle critiche positive e la prima edizione le procurò un profitto di 140 sterline.
      Incoraggiata da questo successo, tornò a rielaborare “Orgoglio e Pregiudizio” . Lo vendette nel novembre del 1812 ed il suo “amato bambino”, come lo chiamò in una lettera, fu pubblicato nel gennaio del 1813. Anche in questo caso si rifiutò di rendere nota la sua identità. La segretezza arrivò al punto che lei e sua madre lessero il romanzo ad una vicina, una certa Miss Benn, senza che la vicina sapesse chi ne era l’autrice.
      Nel 1812 aveva già cominciato “Mansfield Park” e ci lavorò per tutto l’anno successivo. Fu proprio nel 1813 che si diffuse la voce della sua identità quale autrice di “Senno e Sensibilità”. In una lettera del 25 settembre Jane scrisse: “Henry ha sentito elogiare caldamente “Orgoglio e Pregiudizio” in Scozia da Lady Kerr e da un’altra Lady, e cosa ha fatto lui, preso da un moto di orgoglio fraterno, se non dire loro chi l’ha scritto?”
      Visto che aveva venduto i diritti del romanzo per 110 sterline, Jane Austen non ricevette nient’altro quando una seconda edizione fu pubblicata nel 1813.
      Anche una seconda edizione di “Senno e Sensibilità” fu pubblicata nel 1813.
      Nel maggio del 1814, apparve “Mansfield Park” e fece il tutto esaurito in sei mesi.
      Sempre in quell’anno cominciò a lavorare a “Emma”.
      Henry, che viveva a Londra, agiva spesso da intermediario tra lei e gli editori e Jane lo visitò per effettuare la correzione delle bozze. Nell’ottobre del 1813 il medico del Principe Reggente fu chiamato per curare Henry. Fu attraverso questa connessione che Jane Austen conobbe il signor Clarke, cappellano e libraio dell’erede al trono che le chiese di dedicare al principe “Emma”.
      Quella richiesta fu assai poco gradita perché Jane Austen nutriva una pessima opinione del principe. C’era stato uno scandalo che coinvolgeva anche la Principessa Caroline su cui scrisse:
      “Suppongo che tutto il mondo stia lì seduto a giudicare la lettera della principessa. Povera donna, starò dalla sua parte fino a quando potrò, perché è una donna e perché odio suo marito.”
      Sempre nel 1815 cominciò a scrivere “Persuasione”, l’ultimo e forse più romantico libro, che venne finito l’anno successivo.
     Mentre scriveva Jane cominciò a stare male, manifestando i sintomi della malattia che l’avrebbe uccisa. Forse si trattava del morbo di Addison, un disturbo che oggi avrebbe potuto essere curato. La malattia si fece sempre più manifesta nel corso del 1816.
      Nel 1817 cominciò a lavorare ad un altro romanzo “Sanditon” che venne però lasciato incompleto.
      Una sua nipote racconta:
      “Le passeggiate che faceva di solito divennero sempre più brevi e discontinue ed usciva a prendere aria in un calesse trainato da un asino. Gradualmente le sue attività all’interno della casa cessarono, e fu obbligata a stare molto a letto. Il soggiorno conteneva solo un divano che era occupato di frequente da sua madre la quale era ormai settantenne. Jane non lo volle mai usare, nemmeno durante l’assenza di sua madre; ma creò una sorta di letto con due o tre sedie, ed era felice di dire che quella sistemazione era più comoda del suo vero divano.”
      La ragione di questo comportamento avrebbe potuto essere lasciata all’immaginazione se non fosse stato per le domande inopportune della sua piccola nipote che la obbligò a spiegare: se avesse mostrato una qualsiasi inclinazione per quel divano, sua madre avrebbe provato degli scrupoli ad usarlo lei.
      Prima di morire, Jane Austen scrisse il suo testamento:
      Io, Jane Austen della parrocchia di Chawton lascio, con questa espressione delle mie ultime volontà e testamento, alla mia carissima sorella Cassandra Elizabeth tutto ciò che possiedo alla mia morte o che posso ricevere successivamente, dopo il pagamento delle spese per il mio funerale e di un legato di cinquanta sterline a mio fratello Henry e di altre cinquanta sterline a Madame Bigeon-- che richiedo siano pagate appena sia conveniente. Nomino la mia cara sorella esecutrice delle mie volontà testamentarie.
Jane Austen
27 aprile, 1817
      Logo grafico di web-link Il 18 luglio 1817, Jane Austen morì all’età di 42 anni a Winchester dove era andata con la sorella Cassandra per delle cure. Nonostante il laudano soffrì molto, poiché alla domanda di Cassandra che le chiedeva se aveva bisogno di qualcosa, rispose: “Di nulla tranne che della morte.” Chiuse gli occhi per sempre alle quattro del mattino tra le braccia della stessa Cassandra.
      Il 24 luglio venne sepolta nella cattedrale della città. L’iscrizione sulla tomba è diventata piuttosto famosa negli ultimi anni perché sottolinea con grande enfasi la sua dolcezza e la sua umiltà cristiana mentre non c’è menzione dei suoi scritti eccetto un’allusione piuttosto vaga alle straordinarie qualità della sua mente.
      “Persuasione” e “Northanger Abbey” furono pubblicati postumi a cura del fratello Henry e solo allora riportarono finalmente il nome dell’autrice. Di questi due romanzi 320 copie rimasero invendute e per i dodici anni successivi, nessuno dei suoi libri venne pubblicato. Per fortuna i diritti vennero comprati da un altro editore, Bentley, che stampò tutte le sue opere in cinque volumi. Da allora i romanzi di Jane Austen sono sempre stati in commercio.
      Nel corso del XIX secolo la sua popolarità aumentò dopo la pubblicazione delle Memorie di James Austen Leigh. Nacque anche un movimento di ammiratrici che Kiplying chiamò Janeites a cui tutt’oggi appertengone migliaia di persone.
      Nel 1906 “Orgoglio e Pregiudizio” fu adattato per la prima volta per il teatro da Mary MacKaye. Helen Jerome lo adattò ancora nel 1935 per New York dove si rivelò uno dei maggiori successi di Broadway. Ci furono anche due musical di “Orgoglio e Pregiudizio” che andarono in scena subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.
      Tra il 1900 e il 1975 furono prodotti più di sessanta trasposizioni per radio, televisione e teatro. La prima per il cinema risale al 1940.
      Nonostante ciò esistono ancora persone che non sono state raggiunte dalla sua fama. Nel 1994, una compagnia cinematografica americana si dimostrò interessanta alla produzione di “Orgoglio e Pregiudizio” ma non sapeva chi l’autore fosse, che Jane Austen era morta e che lo era dal 1817. Quando la casa cinematograifca Columbia cominciò a girare “Senno e Sensibilità”, un dirigente suggerì di scrivere un romanzo dalla sceneggiatura di Emma Thompson, senza rendersi conto che “Senno e Sensibilità” esisteva già. Quando sentì il commento Emma Thompson reagì dicendo: “Vado ad impiccarmi”.
      Da allora People magazine ha dichiarato Jane Austen “Una delle persone più intriganti” del 1995. Nel 1996, Vanity Fair proclamò “lo scrittore più di moda nello show business non è John Grisham o Michael Crichton ma Jane Austen”. I suoi libri sono diventati best-seller anche in America. Il numero di visitatori della sua casa nell’Hampshire è aumentato del 250% e il London Times, il New Yorker, Cosmopolitan e Variety hanno pubblicato articoli su articoli a lei dedicati.
      Oggi, per fortuna, esistono numerose pagine internet, forume e blog, società e club, saggi e analisi, sequel e variazioni che permettono di preservare la sua meritatissima fama.

George Austen:1731-1805
Rimasto orfano all’età di nove anni, George Austen venne in parte finanziato dal ricco zio Francis, avvocato di successo a Tunbridge, ed in parte da una borsa di studio che ricevette grazie alle sue doti. Mostrò già da ragazzo grandi capacità intellettuali che gli consentirono di laurearsi a pieni voti ad Oxford e di ricevere qualche anno più tardi due benefici ecclesiastici: quello del villaggio di Steventon, acquistato per lui dallo zio Francis e quello del villaggio di Dean che ricevette invece dal cugino Knight.
      I due villaggi distavano appena un miglio e raccoglievano, nel complesso, trecento abitanti. Tra loro il reverendo Austen era conosciuto come “il parroco affascinante”.
      Era sicuramente era un uomo molto attivo: oltre a occuparsi delle parrocchie, dirigeva anche una scuola per ragazzi e si occupava con attenzione dei campi attorno alla parrocchia, proprio come il signor Bennet.
      Era fiero di Jane e la incoraggiò nella scrittura fornendole libri da leggere e carta di buona qualità. Fece del suo meglio per pubblicare “Orgoglio e Pregiudizio”, colpito dalla straordinaria qualità dell’opera.
      La sua morte nel 1805 fu un grave colpo per Jane Austen sia perché la lasciava in condizioni economiche quasi disperate, sia perché George Austen fu un ottimo padre, genoroso e pronto a sostenere ed aiutare i suoi figli con ogni mezzo a sua disposizione.

Cassandra Leigh:1739-1827
Cassandra Leigh apparteneva ad un ramo impoverito della famiglia Leigh del Warwickshire e sua nonna paterna era la sorella del duca di Chandos. Nonostante i legami con l’aristocrazia -di cui era molto orgogliosa- la signora Austen fu una donna pratica, perfettamente organizzata e capace di gestire il vicariato, i figli, i ragazzi che frequentavano la scuola, l’orto, il forno, la birreria ed i polli che vivevano nel cortile.
      Una sua nipote la descrive come una “donna dai lineamenti ben definiti, con grandi occhi grigi e belle sopracciglia, ma con una carnagione senza splendore. Era molto particolare sui nasi altrui, poiché ne aveva lei stessa uno aristocratico che ebbe il piacere di trasmettere ai suoi figli... Era una persona piena di arguzia e buon umore, che poteva scrivere un’eccellente lettera sia in prosa che in versi, senza alcune pretese poetiche ma semplicemente mettendo sulla carta del buon senso in rima.”
Era una donna forte, che a volte faceva commenti poco gentili sui suoi vicini, ostinata e ipocondriaca. A Bath fu seriamente malata ma quando si riprese fu in grado di scherzare, scrivendo la poesia: “Dialogo tra la Morte e la signora Austen”.
      A Chawton passava il suo tempo tra il giardinaggio, come ci racconta la sua nipote preferita Anna Lefroy, ricami e chiacchiere -si sedeva sempre davanti alla finestra che dava sulla strada- e le piaceva leggere i romanzi di sua figlia tra i quali “Orgoglio e Pregiudizio” era il preferito.

James Austen: 1765–1819
Il fratello maggiore di Jane Austen aveva ambizioni letterarie, scrisse poesie e quando si trovava a Oxford, iniziò la pubblicazione di una rivista chiamata “The Loiterer” . Fu l’unico membro della famiglia a possedere una natura melanconica che si rifletteva spesso nei suoi versi.
      Seguì le orme di suo padre e ne prese il posto nella parrocchia di Steventon. Jane si lamentava, in una lettera, della velocità con cui avvenne il trasferimento nel vicariato e, benché lo avesse definito “buono e intelligente", non ne ammirava il temperamento. Logo grafico di web-link       Dopo la morte della prima moglie, James chiese la mano di Eliza de Feuillide ma lei rifiutò. James allora sposò Mary Lloyd, sorella di Martha Lloyd che a sua volta divenne la seconda moglie di Frank. Sembra che Mary abbia sempre nutrito del risentimento nei confronti di Eliza e non la invitò mai nella sua casa.
      Nelle sue memorie, il figlio Edward scrisse che Eliza era
“Una donna intelligente e molto colta, nella moda francese più che in quella inglese...” In Inghilterra, in quel periodo, l’aggettivo francese aveva un significato decisamente offensivo. Probabilmente dal figlio di James e di Mary Lloyd non ci si poteva aspettare niente di diverso.
      La prima figlia di James, Anna (1793-1872), nacque nel 1793 e poiché sua madre morì quando aveva solo due anni trascorse buona parte della sua infanzia al vicariato in compagnia di Jane e Cassandra. A lei sono dedicati alcuni pezzi dei “Juvenilia” .
      Anna fu una donna intelligente, passionale e spesso imprevedibile. All’età di sedici anni si fidanzò e poi ruppe il fidanzamento. Alla fine sposò Ben Lefroy, cugino di Tom Lefroy e figlio di Anna Lefroy, che però la famiglia disapprovava. Il matrimonio non fu un evento lieto e Caroline ricorda che:
      Si trattò certamente un avvenimento quieto: eppure non tanto da essere in qualche modo disapprovato o reso oggetto di commenti --... La stagione dell’anno, la poco frequentata strada che portava alla chiesa, la luce grigia al suo interno... niente stufa che desse calore, niente fiori che colorassero e rallegrassero l’ambiente, nessun amico che offrisse le sue felicitazioni e che così mostrasse qualche intereste nel grande evento del giorno - tutte queste circostanze e deficienze devono, penso, aver dato un’aria cupa all’evento...”
      Probabilmente una tale situazione fu causata da una disapprovazione della famiglia poiché entrambi erano privi di mezzi al pari di Jane e Tom. Tuttavia il loro fu un matrimonio felice e la loro primogenita Jemina sposò Thomas E.P. Lefroy, il nipote a cui Tom confidò di aver amato Jane Austen da giovane.
     Anche Anna si dedicò alla letteratura e scrisse: Mary Hamilton (1833), The Winter’s Tale (1841), Springtide (1842) and Recollections of Aunt Jane (1864). Lavorò anche a un romanzo che non completò mai, dal titolo “Qual è l’eroina?” ma lo distrusse dopo la morte di Jane. Fanny scrisse che per Anna: “Il fascino della storia era sparito dopo la morte della zia e il senso di perdita rendeva troppo doloroso scrivere.”
      James Edward e Caroline, gli altri due figli di James, scrissero le memorie della zia. James Edward descrisse la scrittrice come una signorina esemplare, presa dalla vita domestica e dedita solo “incidentalmente” alla letteratura.

George Austen: 1766–1838
Si sa poco di lui se non che aveva un qualche ritardo mentale e che per questo fu mandato a vivere presso Thomas Leigh, fratello minore della signora Austen. È possibile che fosse sordo, perché in una lettera Jane menziona di aver parlato ad un uomo con il linguaggio dei segni. Secondo un’altra teoria, soffriva di epilessia.

Edward Austen: 1767–1852
Fu adottato durante l’adolescenza da una coppia cugina degli Austen che non aveva avuto figli. Logo grafico di web-linkNe ereditò la proprietà Godmersham nel Kent e prese il cognome Knight. Offrì a Jane il cottege di Chawton dove lei scrisse la maggior parte dei suoi romanzi. Sposò Elizabeth, la figlia di un baronetto ed ebbe undici figli.
      La maggiore, Fanny, (1793-1882) fu insieme ad Anna la nipote preferita di Jane Austen.
      Poiché sua madre morì quando aveva 16 anni, fu sempre alla zia che si rivolse per ricevere consigli su faccende sentimentali. Alla fine sposò un baronetto e suo figlio curò la pubblicazione delle lettere di Jane anche se ne cancellò dei pezzi che offendevano la sua sensibilità vittoriana. La parte in cui scrisse che aveva un buon occhio per riconoscere un’adultera, per esempio, è assente.
      In una lettera scritta a Cassandra, Jane Austen, dice:
     “Quest’estate ho trovato Fanny esattamente come l’hai descritta, quasi un’altra sorella, e non avrei mai potuto immaginare che una nipote avrebbe avuto un tale significato per me”       Sempre di Fanny scriveva:
     “Sei inimitabile, irresistibile. Sei la delizia della mia vita… Vali il tuo peso in oro o anche nelle nuove monete d’argento… Sei il termine di paragone per tutto ciò che è Sciocco e Intelligente, Comune ed Eccentrico, Triste e Vivace, Provocante e Interessante… Oh, che perdita terribile sarà quando ti sposerai. Sei troppo gradevole nel tuo stato di nubile, sei troppo gradevole come Nipote”

Henry Thomas Austen: 1771–1850
Caroline Austen, figlia di James, scrive che Jane aveva un fratello preferito e questo era Henry. Di lui James Edward scrive che “possedeva gradi poteri di conversazione ed aveva Logo grafico di web-linkereditato la disposizione sanguigna di suo padre. Era molto affascinante ma forse meno determinato e sicuramente meno di successo dei suoi fratelli.”
      Studiò ad Oxford, entrò nell’esercito, divenne un banchiere e visse a Londra con Eliza de Feuillide. Dopo essere rimasto vedovo, la sua banca fallì a causa della crisi che derivò dalla fine delle guerre napoleoniche. James, Edward e Frank persero una grande quantità di denaro tanto che James e Frank non poterono più dare alla signora Austen le cinquanta sterline che le spedivano ogni anno. Henry divenne un curato di campagna e nel 1820 si risposò con Eleonor Jackson di cui però non è stato registrato molto se non che la famiglia la riteneva una moglie eccellente.
      Dopo aver letto una sua lettera, Jane disse a Cassandra che era molto divertente ma aggiunse che Henry “non aveva alcun merito, non poteva fare a meno di essere spiritoso.”
      Fu Henry ad occuparsi della pubblicazione dei romanzi di sua sorella e, in una nota biografica che uscì insieme a “Northanger Abbey” e “Persuasione” scrisse: Breve e facile sarà il compito del biografo. Una vita di operosità, letteratura e religione non fu certo una vita piena di eventi.
      Forse proprio per il suo aiuto o perché si ritrovava veramente in ristrettezze, Henry fu l’unico fratello a cui Jane lasciò cinquanta sterline nel suo testamento.

Francis Austen: 1774-1865
Il quinto fratello di Jane Austen fu un uomo coraggioso e pieno di risorse. Si racconta che da bambino acquistò un pony, lo cavalcò per diverse stagioni e poi lo rivendette per una somma superiore a quella che aveva speso inizialmente. Il suo primo abito fu ricavato da un completo da cavallerizza scarlatto della signora Austen che tra l’altro era stato anche un suo vestito da giorno.
      Fu sempre molto generoso e quando il reverendo Austen morì, offrì alla signora Austen cento sterline all’anno, il doppio di James ed Henry, chiedendo solo che la sua offerta rimanesse segreta.
      Cominciò a frequentare la Royal Naval Academy all’età di dodici anni e fece carriera fino a raggiungere il grado di ammiraglio, il più alto nella marina. Per le sue grandi capacità militari fu uno degli ammiragli preferiti di Nelson ma purtroppo perse la battaglia di Trafalgar. Fu anche nominato baronetto dalla regina Victoria.
      Sua moglie Mary morì dando alla luce l’undicesimo figlio. Sposò allora Martha Lloyd, la migliore amica di Jane.
      Diede consigli a Jane per “Mansfield Park” e “Persuasione” dove compaiono militari appartenenti alla marina.
      Dopo la sua morte la figlia Fanny bruciò le lettere che aveva ricevuto da Jane Austen e che aveva religiosamente conservato per più di cinquant’anni.
      Sua figlia Catherine fu la prima a completare il romanzo, “I Watson”. Il figlio di Catherine, John Henry Hubback, scrisse il’opera “Jane Austen’s Sailor Brothers” nel 1906.

Logo grafico di web-link Cassandra Elizabeth Austen: 1773–1845
Fu sicuramente la persona più vicina a Jane. Era maggiore di lei solo di tre anni e poiché la signora Austen era sempre molto impegnata con i suoi lavori domestici, fu lei ad occuparsi della sorella minore al punto che la signora Austen disse: “Se Cassadra si facesse tagliare la testa, Jane farebbe lo stesso.”
      James Edward Austen-Leigh dice di lei: “Cassandra aveva il merito di saper tenere sempre il suo temperamento sotto controllo, Jane aveva la felicità di un temperamento che non richiedeva di essere controllato.”
      Cassandra e Jane divisero sempre la stessa stanza, anche se a Chawton avevano a disposizione un numero sufficiente di camere. Mentre Jane scriveva e suonava il piano, Cassandra dipingeva e sembra che fosse anche piuttosto brava.
      Fu a Cassandra che Jane Austen lasciò tutto il denaro che aveva guadagnato con la vendita dei suoi romanzi. La somma era di 630 sterline ma Cassandra ne ricevette altre mille dalle vendite successive.
      Si fidanzò con Thomas Fowle, un amico di famiglia e alunno del signor Austen. Spinto dalla mancanza di denaro nel 1785 Tom accettò di partire come cappellano con il reggimento di suo cugino, Lord Craven, per il Sud America. In cambio avrebbe ricevuto un beneficio ecclesiastico nello Shropshire. Purtroppo morì di febbre gialla nei Caraibi e fu seppellito in mare. Dopo la sua morte Cassandra, che era ancora giovane e a detta di tutti molto bella, non si sposò mai.
      Qualche anno prima di morire, distrusse quasi tutte le lettere di Jane o ne tagliò delle parti, portando con sé nella tomba i segreti della sua amata sorella. Si calcola che su circa tremila lettere ne siano sopravvissute solo 160.
      Di Jane scrisse:
     “Ho perso un tale tesoro, una tale sorella, una tale amica che non potrà mai essere superata. Era il sole della mia vita, l’origine di ogni piacere, la cura per ogni dolore; non avevo un pensiero nascosto da lei ed è come se avessi perso una parte di me. Le volevo molto bene --non più di quello che meritava ma sono consapevole che il mio affetto per lei mi rese a volte ingiustamente negligente nei confronti di altri..."


Charles Austen:1779–1852
Era il fratello minore di Jane. Anche Charles entrò in marina e raggiunse il grado di ammiraglio.
     Sposò Fanny Palmer alle Bermuda ma Fanny morì giovanissima dando alla luce un quarto figlio. Sposò allora la sorella di sua moglie ed ebbe da lei altri quattro figli.
      Morì di colera all’età di settantatre anni in Burma.
      Charles regalò a Jane una croce di topazio che ispirò l’episodio in “Mansfield Park” in cui William regala a Fanny una croce d’ambra. La croce è esposta nel museo di Jane Austen nel cottage di Chawton.

Eliza de Feuillide: (1761-1813)
Era la figlia della sorella di George Austen, Philadelphia. Nacque in India quattordici anni prima di Jane Austen ma è incerto chi fosse suo padre. Si dice infatti che Eliza fosse la figlia del suo padrino Warren Hastings, un ricco commerciante Logo grafico di web-linkche le lasciò una grande somma di denaro alla sua morte. Eliza e sua madre vivevano a Parigi dove frequentavano la nobiltà, tanto che Eliza descrisse in una lettera un abito indossato da Maria Antonietta ad un ballo.
      A diciannove anni sposò Jean Capot de Feuillide, un fervente sostenitore della monarchia che fu ghigliottinato durante la rivoluzione. Sembra che la sua colpa fosse stata di aver trasformato un terreno agricolo in un pascolo. Per questo i repubblicani lo accusarono di voler causare una carestia in Francia.
      Da questo primo matrimonio Eliza ebbe un figlio che però manifestò problemi di sviluppo come George Austen. Eliza lo tenne sempre con sé fino alla sua morte, che avvenne all’età di quindici anni.
      Nel 1795, dopo la morte del conte, Henry chiese ad Eliza di sposarlo ma lei rifiutò. L’anno seguente James, rimasto vedovo e con una bambina, chiese la sua mano ma anche lui ricevette un rifiuto.
      Finalmente l’anno successivo, sposò Henry ed insieme vissero a Londra. Eliza fece tutto il possibile per aiutare Jane e dobbiamo tanto a lei quanto ad Henry il fatto che i suoi romanzi siano stati pubblicati.

Jane Cooper:
Figlia della sorella della signora Austen, era molto vicina a Jane ed alla famiglia Austen in generale. Andò con le sorelle Austen a scuola a Southampton dove si ammalò di tifo e dove sua madre perse la vita. Successivamente passò molto tempo a Steventon.
      Nel 1792 Tom Fowle, il fidanzato di Cassandra, la sposò al Capitano Thomas Williams, che aveva conosciuto solo il mese prima all’isola di Wight. Il capitano venne nominato baronetto per le sue vittorie con i francesi e Jane divenne Lady Williams.
      Nel 1798, meno di sei anni dopo il matrimonio, ebbe un incidente nell’isola di Wight, nello stesso luogo in cui conobbe suo marito. Stava guidando la sua carrozza quando un cavallo imbizzarrito le corse contro facendola cadere.
      Jane morì sul colpo.

Logo grafico di web-link Martha Lloyd: (1765-1843)
Dopo Cassandra, fu la migliore amica di Jane Austen. Un’epidemia di vaiolo colpì la famiglia Lloyd lasciando delle cicatrici permenenti sia in Martha che in sua sorella Mary, seconda moglie di James Austen.
      Le due famiglie erano molto vicine tanto che quando il reverendo Lloyd morì, George Austen offrì alla vedova e alle figlie la casa di Dean adiacente alla canonica perché non veniva utilizzata. Tre anni più tardi, quando James si sposò e assunse la direzione della parrocchia di Dean, le Lloyd furono costrette a trasferirsi a ventiquattro chilometri da Steventon con grande dolore di Jane che non poteva più vedere l’amica così spesso.
      Pochi mesi dopo la morte del reverendo Austen, anche la madre di Martha morì. Martha andò a vivere dalle Austen a Southampton e successivamente le seguì a Chawton.
      Nel 1828, all’età di sessantadue anni, sposò Frank e divenne Lady Austen.